Industria 4.0 2020: come districarsi tra incentivi, calcolo del ROI e TCO

La tua produzione sta lottando per tenere il passo con le richieste di un mercato sempre più imprevedibile? Stai pensando ad un investimento tecnologico per il tuo stabilimento e sei a conoscenza degli incentivi derivati dal programma industria 4.0 2020?

 

Ti diamo un consiglio: inizia dal calcolo del ritorno dell’investimento! 

Questa è il punto di partenza che potrebbe di fatto illuminare la tua scelta, a prescindere dal credito d’imposta. Che si tratti di macchinari di automazione flessibile per l’imballaggio, fine linea, test e controllo o taglio, il metodo è sempre lo stesso. Arrivare con un’idea chiara e precisa dell’effetto che l’introduzione di nuove attrezzature può avere sulla tua azienda è fondamentale, soprattutto quando la spesa è importante.

 

Se sei un operation manager o un direttore di stabilimento, la scelta potrebbe NON essere poi così difficile

È vero, dovrai farti carico di una responsabilità importante nei confronti dell’azienda in cui operi. La posta in gioco è alta e non esiste una formula precisa, né tanto meno regole da seguire quando si tratta di inserire o sostituire un macchinario in produzione. Dovrai di fatto affrontare un processo che richiede un approfondimento dei parametri di gestione aziendale: costo della manodopera, spese immobiliari, previsioni di fatturato e prospettive di crescita sono gli elementi da considerare.

 

Vediamo come quantificare il costo vero di un nuovo impianto

Per riuscire in questo intento vanno considerati e utilizzati due parametri di calcolo. Al ROI (Return On Investment), noto indicatore settoriale per eccellenza, utilizzato per stimare il guadagno ottenibile in rapporto all’ammontare dell’investimento iniziale, va affiancato il TCO (Total Cost of Ownership), ovvero la proiezione delle spese sostenibili per l’acquisto, la messa in servizio, l’utilizzo e la dismissione dell’attrezzatura. Tuttavia, che cosa potrebbe succedere se calcolassimo, in termini di riduzione dei costi, i vantaggi che l’acquisizione di un macchinario di automazione flessibile può effettivamente portare in riferimento all’efficienza produttiva? Questa operazione potrebbe di fatto ridurre il TCO e aumentare i margini di profitto. I vantaggi, innegabili, che possiamo acquisire dal nuovo impianto potrebbero di fatto rappresentare fino al 50% delle spese totali del progetto. Problemi come perdite di prodotto, danneggiamento dei prodotti, tempi di attrezzaggio, costi di manutenzione ordinaria, tempi di inattività programmata, mano d’opera, rischi di infortuni o costi di formazione continua all’utilizzo in caso di alto turnover, potrebbero aprire, in modo significativo, a scenari non considerati: > efficienza = riduzione del TCO

 

Per poter fare questi calcoli in modo preciso, è fondamentale creare uno schema sintetico di un “prima” e di un “dopo”, ovvero: come produco e come posso produrre, in termini previsionali, dopo l’installazione di un macchinario sostitutivo o inserendone uno nuovo? I costi vanno reperiti e valutati in rapporto ai documenti e costo di manutenzione, alle prove prestazionali, alle rotazioni giornaliere, ai ricambi e ai componenti, alla manodopera, allo sfrido di prodotto etc; è necessario ricordare che queste voci possono rappresentare fino al 35% dei costi di un nuovo progetto in un arco temporale di 15 anni.

 

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Un esempio?

Supponiamo che un nuovissimo impianto di taglio garantisca massima precisione e cambi di formato automatici, eliminando i tempi inattivi di programmazione. Dato che le perdite di sfrido possono costare alla tua azienda fino a 100.000 euro all’anno, nell’arco di 15 anni questo si traduce in una spesa di 1.5 k. Risulta pertanto facile capire che investire anche solo una minima parte di questa proiezione futura in un nuovo sistema, non ridurrà solo le perdite di prodotto, ma comporterà anche molti e altri vantaggi, per un piano di ammortamento puntale e programmato. Inoltre, analisi aggiuntive metteranno in risalto la redditività, anche molto tempo dopo il recupero della spesa inziale in conto capitale. 

 

Ammortizzare il costo in due anni o pensare ai vantaggi a lungo termine?

Tutte le aziende, quando si tratta di investire in nuove attrezzature, perseguono l’idea di recuperare l’investimento in due anni, un obiettivo assolutamente realistico e corretto. Allo stesso tempo, però, è importante considerare i vantaggi a lungo termine dell’automazione industriale. Ammodernare la linea produttiva può di fatto darci la possibilità di essere più competitivi, sia per mantenere il mercato acquisito, sia per agganciare nuove opportunità. Macchinari dalle alte prestazioni assicurano produzione di massa e personalizzazione estrema, due fattori caratterizzanti delle sfide contemporanee a cui, ogni tipologia di impresa, deve fare fronte. In aggiunta, ci sarà un incremento della qualità a favore del controllo chiuso (tanto caro agli operation manager) oltre all’ottimizzazione dei consumi energetici; sempre di più il prodotto, per essere competitivo, deve anche essere sostenibile, salvaguardando l’efficienza energetica tra tracciabilità e rintracciabilità.

 

Inoltre, transizione 4.0 e credito d’imposta

La legge di bilancio 2020 (Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, art. 1, commi dal 184 al 197) ha rinnovato gli incentivi di Impresa 4.0 per l’acquisto di beni strumentali interconnessi o non (ex superammortamento) da parte delle imprese, cambiando però- rispetto alle agevolazioni 2017 (Industria 4.0) – 2019 (Impresa 4.0)- la tipologia di modalità di godimento dell’agevolazione, che diventa ora credito di imposta. Nel caso del vecchio superammortamento, ora l’agevolazione, come credito di imposta, sarà pari al 6% del valore del bene nuovo acquistato, per investimenti fino a 2.000.000 di euro. Invece, il vecchio iperammortamento è stato sostituito da un credito di imposta pari al 40% o al 20% del valore dei beni materiali acquistati e al 15% dei beni immateriali (software). In questo modo possono godere dell’agevolazione anche aziende che non hanno utili dichiarati.

 

Come passare dalle parole ai fatti?

Scegliere il giusto partner può portare ad un supporto concreto per massimizzare il ritorno dell’investimento (ROI) considerando il costo totale di tutto il ciclo di vita del prodotto (TCO). Ecco perché, noi di RK, partiamo dalla capacità di ascoltare, studiare e analizzare il metodo produttivo con una consulenza applicativa che consente di ottenere prima il dato oggettivo di ritorno dell’investimento, progettando macchinari di automazione dall’elevata innovatività, flessibili e scalabili, configurabili in funzione dei requisiti di produzione e riconfigurabili agilmente a seconda delle necessità specifiche di ogni realtà produttiva. 

 

Lavoriamo per soddisfare la moderna industria dove, la pressione imposta dal consumatore risale la catena di produzione con richieste sempre più imprevedibili: riduzione del “time to market” (introdurre sul mercato prodotti complessi ad una velocità maggiore) aumento della flessibilità (alta velocità di set up degli impianti), incremento della qualità (implemento dei sistemi di controllo) e efficienza (abbattimento costi e efficienza energetica).

 

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