“Convertire la produzione” in piena crisi innescata dall’epidemia di Covid-19 ha un senso per gli imprenditori?

La crisi generata dal Coronavirus colpisce il settore dell’industria e non solo. Tuttavia, questa situazione di emergenza lascia spazio alle aziende per evolvere, soprattutto se si sceglie con attenzione di migliorare la propria produttività più che pensare ad una conversione della stessa. “Convertire la produzione” in piena crisi innescata dall’epidemia di Covid19 ha ancora un senso per gli imprenditori? 

La risposta è sì, a patto che venga scelta con attenzione il tipo di produzione. E’ meglio rivolgersi ad un mercato complementare, come nel caso del tessile, soprattutto in un momento in cui le abitudini dei consumatori sono state completamente rivoluzionate in poche settimane dal lockdown. 

È di fondamentale importanza non farsi prendere troppo dal momento presente e lasciarsi trascinare dagli eventi.

Sono tante, infatti, le aziende che hanno deciso di convertire, poche quelle che sono riuscite a fare fronte a veri e propri gap burocratici con un dispendio notevole di energie e tempo.

Idealmente più che convertire la produzione, le aziende dovranno attrezzarsi con soluzioni in grado di rispondere alla pressione imposta dal consumatore. Le abitudini di consumo sono cambiate e risalgono la catena di produzione con richieste sempre più imprevedibili: tempi di commercializzazione, flessibilità, riduzione dei costi e sostenibilità… questi sono solo alcuni dei fattori chiave. Pertanto sarà sempre più necessario adattarsi ad un mercato liquido e imprevedibile, ottimizzando al massimo i processi produttivi; non solo per rispondere agilmente alle richieste, ma anche e soprattutto per impostare un nuovo modo di lavorare e vivere.

 

convertire la produzione

 

L’automazione Flessibile

In un paese come il nostro, dove siamo sempre soggetti a notevoli ritardi, economici, normativi e sociali, investire in automazione flessibile vuol dire: innovare in termini di efficienza produttiva; macchinari rigidi e monolitici cederanno il posto a macchinari flessibili e scalabili, configurabili in funzione dei requisiti di produzione e ri-configurabili agilmente a seconda delle necessità specifiche di ogni realtà produttiva. Robot antropomorfi, collaborativi, software conversazionali non sono destinati a ridurre la manodopera ma per favorire le operazioni; miracoli tecnologici, costruiti su misura, che affiancheranno l’uomo nel rispetto del distanziamento di sicurezza, per far sì che quest’ultimo si trasformi da semplice operatore esecutivo a vero e proprio supervisore. 

L’automazione flessibile industriale promuove anche un modello di fabbrica adattiva, aumentando non solo la qualità stessa dei prodotti lavorati, ma anche la velocità delle operazioni, a fronte di una parallela riduzione dei costi di realizzazione; altresì ricercando investimenti capaci di guidare la transizione industriale verso la sostenibilità ambientale, riconvertendo le produzioni e accompagnando la riqualificazione delle persone. L’automazione flessibile può garantire processi produttivi veloci, economici ed ottimizzati

Non c’è da stupirsi, dunque, se sono tanti e diversi i settori dell’industria che pensano all’inserimento dei robot per raggiungere svariati obiettivi, tra i quali: sgravare il lavoro pesante e pericoloso degli addetti, oppure incrementare la produttività per recuperare il gap acquisito dal fermo fabbrica, oppure per arrivare più preparati a prossimi fermi produttivi che, alla luce di quanto stiamo vivendo, vanno sicuramente considerati. Giocare d’anticipo sfruttando al meglio quello che le nuove tecnologie possono offrirci, è sicuramente una buona strategia per fronteggiare al meglio le emergenze future. 

 

convertire la produzione industriale

Foto: Lamborghini Quattroruote

Cosa è successo nelle realtà già da tempo automatizzate? 

I macchinari autonomi e indipendenti hanno favorito il distanziamento e la sicurezza sanitaria permettendo una rapida ripartenza se non addirittura il proseguo continuativo della produzione; a differenza delle fabbriche in cui questi presupposti sono venuti a mancare. L’avvenimento Covid-19 è la spinta decisiva all’Industria 4.0, una soluzione che va oltre l’emergenza e costruisce i presupposti per il futuro dell’impresa. 

Ogni evento negativo deve di fatto portare a mutamenti positivi, imparando dai propri errori ed ingegnandosi per prevenirli. 

In RK lavoriamo in quest’ottica, soddisfiamo le necessità produttive della moderna industria. Pensiamo e progettiamo sistemi di automazione flessibile, costruendo macchinari ragionati ad hoc. Combiniamo la capacità di ascoltare, studiare e progettare al servizio di un’idea di automazione dall’elevata innovatività e qualità; una consulenza applicativa e servizi di ingegneria che consentono di consegnare macchine che offrono una produzione dinamica, personalizzata, efficiente e sostenibile.  Supportiamo i nostri clienti passando da fornitori a partner; non vendiamo solo macchine industriali, proponiamo soluzioni capaci di apportare un valore aggiunto impegnandoci prima ad identificare un ritorno oggettivo dell’investimento. 

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