Sergio Marchionne (Chieti, 17 giugno 1952 – Zurigo, 25 luglio 2018) oltre ad essere stato un grande dirigente noto a tutti per aver guidato un profondo ed innovativo cambiamento di FIAT, era un uomo tenace e concreto, un uomo che badava ad essere piuttosto che apparire.

I 5 pilastri su cui ha fondato il suo pensiero e il suo lavoro sono:

  1. Meritocrazia: Il diritto a guidare l’azienda è un privilegio che va concesso soltanto a coloro che producono risultati concreti e mostrano il giusto grado di leadership.
  2. Scelta delle persone: La scelta delle persone è una fase fondamentale ed avviene considerando le qualità di leadership e orientamento al cambiamento. Tipicamente si seleziona un gruppo di persone che siano ovviamente preparate ma contraddistinte dalla “voglia di fare”.
  3. Competizione: occorre fare proprio il concetto di “competizione” e non accontentarsi di essere nella media dei propri competitors. Occorre puntare ad essere eccellenti.
  4. Performance best in class: occorre raggiungere dei risultati che siano in linea con i migliori concorrenti del proprio settore.
  5. Mantenere le promesse: la propria credibilità è direttamente proporzionale alla capacità di raggiungere gli obiettivi dichiarati.

E’ vero che qui in RK facciamo automazione industriale e non ci occupiamo del settore automobilistico, ma qual è la differenza? Noi comunque produciamo macchine, anche se non si muovono sulla strada asfaltata. Prodotto differente ma il settore è lo stesso.

L’innovazione che Marchionne ha portato nelle aziende per cui ha lavorato è legata alla cura che egli stesso ha messo nell’azienda. Non solo legata alle sue capacità manageriali e al suo intuito, ma legata anche e soprattutto al suo cuore.

Conscio dei limiti propri e di quelli dell’azienda

“Dobbiamo evitare di essere arroganti. Il successo non è mai permanente, deve essere guadagnato giorno per giorno”

ha investito principalmente nella sua squadra, valorizzandone i membri e le loro capacità. La sua vittoria è stata quella di cogliere l’ispirazione delle persone del suo team ed interconnetterle con le esigenze del mercato.

Da tutto ciò noi di RK traiamo ispirazione: stiamo costruendo un team di persone di esperienza ma che soprattutto amano il proprio lavoro. Professionisti che provengono da differenti settori ma uniti dalla voglia di mettersi in gioco, di trovare soluzioni alternative oltre quanto i manuali ti insegnano. Un team che lavora in concerto, perché una grande orchestra è formata da suoni armonici, non da solisti.

Il pensiero di Marchionne è stato ripreso pochi giorni fa dall’attuale presidente della Ferrari, John Elkann, in occasione del Concours d’Elegance, evento durante il quale ricchi collezionisti espongono in vetrina alcune delle auto d’epoca più rare al mondo e produttori premium presentano nuovi modelli esclusivi. Elkann ha dichiarato che la casa automobilistica di Maranello amplierà le vendite delle auto GT, ma non cercherà di inseguire il volume annuale delle vendite della rivale Porsche. Questo perché casa Ferrari continuerà a puntare sulla qualità delle proprie vetture e non sul volume dei pezzi venduti.

Qui in RK Macchine la pensiamo alla stessa maniera. Non ci interessa acquisire nuovi lavori al solo scopo di aumentare il fatturato. I lavori che accettiamo sono quelli che sappiamo essere in grado di fare al meglio delle nostra capacità. Un impianto che sia di buona qualità, capace di soddisfare le esigenze del cliente.

Quello che Marchionne ci ha lasciato non è un insegnamento di poco conto. Per essere vincenti occorre misurarsi con i migliori concorrenti nel proprio settore e lavorare con lo scopo di riuscire a far meglio di loro.

Questa vuole essere un’esortazione a mettersi in gioco per fare del proprio meglio, indipendentemente che ci si occupi di produzioni automobilistiche o di automazione meccanica. Il team è alla base di una crescita equilibrata che porti al raggiungimento dei propri obiettivi. Il team è come una famiglia, l’amore e la passione sono spinti dal dialogo e dall’accordo.

E che le promesse che vengono fatte, soprattutto al cliente, devono essere mantenute. Non bisogna essere venditori di fumo (in questo caso, che esce la tubo di scappamento di un’automobile Fiat).