Diventare campioni del mondo con la prima macchina costruita: non ci sono riusciti nemmeno Enzo Ferrari o Bruce McLaren.

Con tanto di cappello per questi mostri sacri della tecnologia, dell’automobilismo, dell’ingegneria, nel nostro piccolo, ci siamo riusciti noi.

Andiamo alla griglia di partenza.

È l’inizio del 2011, il primo progetto di RK. Negli uffici appena aperti, con i muri ancora freschi di pittura, arriva una telefonata che ci cambierà la vita. Un’azienda specializzata nella produzione di pneumatici da gara per competizioni go-kart ci fa questa richiesta:

“Vogliamo vincere un campionato del mondo. Vogliamo produrre i pneumatici che vinceranno il prossimo mondiale Kart. E per fare questo dobbiamo avere una macchina in grado di farci capire cosa cambiare dei pneumatici attuali. Siete in grado? Avete già fatto qualcosa del genere?”

Non puoi rimanere indifferente a una richiesta del genere: questa è una sfida in cui buttarsi con tutto l’entusiasmo che porta a grandi traguardi.

Abbiamo studiato a fondo il problema con l’azienda, ci siamo interfacciati con i piloti per conoscere a fondo le problematiche e capire come si comporta un Kart, abbiamo fatto simulazioni per capire che strada prendere. E alla fine abbiamo fatto ciò che sappiamo fare: abbiamo creato una macchina industriale personalizzata, quella giusta per la specifica situazione.

Una macchina che cattura le telemetrie di gara e replica sul pneumatico l’intera gara. In questo modo il cliente ha potuto effettuare misurazioni approfondite per comprendere il comportamento del pneumatico e monitorarne l’evoluzione. E ad ogni modifica aveva la possibilità di eseguire test comparativi e confrontare i risultati.

Traguardo raggiunto?

Sì, i go-kart equipaggiati con i pneumatici realizzati grazie a questa macchina hanno vinto numerosi trofei negli anni a seguire, tra cui il campionato del mondo e quello europeo.

Il primo progetto è un po’ come il primo amore: non si scorda mai. Soprattutto se ti fa diventare campione del mondo.