Come passare all’Industria 4.0? Tanti perché e un esempio concreto

2017-08-31T11:00:29+00:00 11 luglio 2017|

Le esigenze sono sempre le stesse:

  • voglio produrre di più
  • voglio produrre ad un costo inferiore
  • voglio produrre in meno tempo e con meno risorse

 

Richieste semplici, semplicissime. Le risposte sono un po’ più complesse.

Questo è il mondo dell’industria 4.0, dove le aziende veloci vincono su quelle lente, le aziende che innovano vincono su quelle che stanno ferme. Chi sa cambiare acquisisce vantaggio competitivo, chi riesce a snellire la produzione lavora su margini più ampi.

 

Cosa fanno le aziende per crescere?

Mappano i processi e i centri di costo, definiscono gli obiettivi, pianificano le attività per migliorare la produzione, monitorano le performance.

I cambiamenti veloci della domanda di mercato costituiscono la sfida e la difficoltà da superare. Ad esempio, oggi c’è la richiesta pressante di un articolo, fra una settimana di un altro prodotto e così via. Questo comporta grandi difficoltà nell’organizzazione; senza uno standard preciso risulta difficile fare pianificazioni. Ma un’azienda non può vivere alla giornata. I grandi impianti poco si adattano a produzioni veloci e snelle. Ogni cambiamento diventa un problema, con i tempi tecnici di attrezzaggio che rendono questi impianti perfetti per le grandi serie ma poco adatti alla produzione dinamica.

Ma c’è una buona notizia.

 

L’innovazione tecnologica cambia il modo di produrre

L’utilizzo delle tecnologie più innovative permette di realizzare macchine molto flessibili. I robot sono l’esempio concreto di come sono cambiate le cose nel pensare il modo di produrre.

Fino a qualche anno fa il programmatore doveva scrivere codice per codice tutte le sequenze di controllo dei cinematismi. Oggi, grazie ai sistemi di autoapprendimento e di visione, i robot hanno acquisito un’intelligenza mai vista prima. Il risultato? Modificare un assetto produttivo può essere molto veloce.

 

E se una linea viene dismessa?

Si cambia l’utensile specifico sulla testa del robot, che può essere utilizzato su un’altra linea.

 

Quali macchine consentono questo approccio?

Non tutte, ovviamente. Solo quelle ideate e progettate con l’obiettivo di essere molto flessibili. Bisogna avere già ben chiaro in testa il concetto stesso di Industria 4.0 e quindi immaginare la produzione in maniera diversa: agile, snella, aperta. È un modo di pensare che deve partire prima dall’azienda industriale, che deve far suo questo cambiamento ed essere ben consapevole di volerne sfruttare le possibilità.

 

Poi entriamo in gioco noi, nel creare macchine dinamiche, adattabili a situazioni produttive in continuo mutamento.

 

Facciamo un esempio

Un’azienda che produce valvole termo-idrauliche ci ha chiesto di realizzare un sistema per il controllo qualità automatico dei prodotti.

La sequenza di lavoro prevede:

  • singolarizzazione dei pezzi
  • presa del pezzo
  • controllo qualità dimensionale/accoppiamenti/presenza tutti i componenti
  • posizionamento in blister pezzi regolari
  • scarto dei pezzi non regolari

 

Cosa abbiamo creato

  • La macchina controlla un numero di pezzi 10 volte maggiore dell’operatore nella stessa unità di tempo. Riduzione dei tempi produttivi.
  • La macchina lavora su più turni e impegna l’operatore solo al 10% per l’alimentazione dei pezzi. Aumento dei volumi produttivi.
  • L’operatore può dedicarsi ad altre operazioni o alla conduzione di altri impianti. Più efficienza produttiva.
  • Con l’autoapprendimento si possono inserire nel database del programma nuovi prodotti o modificare i parametri di controllo. Flessibilità totale.

 

Questa macchina può lavorare “stand alone” con proprio carico o essere inserita in un impianto e collegata ad altre macchine.

Le cose cambiano. Ecco perché è necessario avere una macchina che cambia le cose.

 

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